Se fino a domenica mattina avevano il viso liscio dei fanciulli, al ritorno in terra sarda la proliferazione pilifera si è mostrata copiosamente in tutta la sua forza, trasformandoli in novelli Martin Castrogiovanni. Il rugby fa questi miracoli: si parte virgulti e si torna veterani, specie se la giornata prevede un “tour de force” che avrebbe steso un bue.
Fabio Foffano e Riccardo Lupinu, dell’Amatori Rugby Alghero Under 16, dopo aver superato la selezione oristanese di sabato scorso, hanno vissuto la loro domenica di gloria nell’Urbe. Accompagnati dal loro nocchiero Matteo Toniolo, inserito nello staff tecnico regionale insieme a Salvatore Porcu e Carlo Atzori, i due sono partiti all’alba, col volo delle sette, per una spedizione punitiva (sportivamente parlando) contro i pari età del continente.
La mattina è stata battaglia vera. Di fronte, alle 10 del mattino, c’era una selezione nata dalla collaborazione tra Fiamme Oro e Ostia. Non una gita fuori porta, ma una tenzone punto a punto. I sardi non hanno tremato. Foffano e Lupinu sono scesi in campo, con Lupinu che si è fregiato pure dei gradi di vicecapitano.
Matteo Toniolo analizza così la pugna, con la lucidità del tecnico: «Il confronto è stato di alto livello e ben bilanciato. La partita è stata combattuta punto a punto, ma alla fine hanno prevalso i nostri ragazzi. Al di là del tabellino, ciò che conta è il morale: andare oltre Tirreno e vincere contro una selezione continentale di tale caratura è fondamentale per la crescita del gruppo».
Vincere 21 a 19 fuori casa forgia il carattere. Ma c’è di più. La spedizione ha messo in luce talenti cristallini, come Flavio Baldussi del Sinnai. Toniolo non nasconde l’orgoglio per il movimento isolano: «Va segnalata la convocazione di Flavio Baldussi a un raduno zonale, anticamera delle nazionali giovanili. È la dimostrazione che il lavoro paga ed è un esempio trainante per tutti gli altri ragazzi. I nostri due algheresi non sono stati da meno, restando in campo per tutto il match, con Lupinu che ha onorato anche il ruolo di vicecapitano».
Dopo aver onorato il fango e la maglia, la truppa si è spostata al tempio. Lo Stadio Olimpico. Lì, sotto un acquazzone romano che non ha risparmiato nessuno, i ragazzi hanno assistito al miracolo laico: l’Italia che piega la Scozia 18 a 15 nel Sei Nazioni. Vedere i giganti azzurri vincere dopo aver vinto la propria partita è un’iniezione di adrenalina pura.
Il rientro è avvenuto in giornata. Stanchi? Devastati. Ma felici. «È stata una giornata campale, iniziata all’alba e finita a notte fonda, con tanto di acquazzone romano a farci compagnia – chiosa Toniolo – ma è un’esperienza formativa enorme, di quelle che restano dentro».
Sono partiti ragazzi, sono tornati rugbisti fatti e finiti. E se guardate bene, sotto il mento, forse quella barba da Castrogiovanni si vede davvero.



